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Le interviste di Lego et Cogito: Dario Neron
Cari lettori e Care lettrici,
Benvenuti/e al consueto appuntamento de "Le interviste di Lego et Cogito". L'ospite della settimana è Dario Neron, architetto paesaggista alla sua seconda pubblicazione. L'opera di cui ci parlerà è "Franco Toro", che tratta la storia di un uomo la cui professione è quella del callboy. Buona lettura.
Ciao Dario, presentati alla nostra community e parlaci un po' di te.
Ciao a voi. Sono Dario Neron, autore emergente al secondo romanzo, di recente pubblicato da Castelvecchi editore. Vivo in Svizzera e di professione faccio l'architetto paesaggista. Anno di produzione 1987, in giro per il panorama letterario italiano dal 2016.
Quando è nato in te l'amore per la scrittura?
All'inizio dei vent'anni, direi. I primi passi erano quelli d'amore e odio, poi la passione vera e propria è nata quando ho capito che bastava lasciare andare e osservare quello che mi circonda.
C'è un autore o un'autrice a cui ti ispiri particolarmente?
Sono stati in molti a mostrarmi la via, per dirla così. Soprattutto i classici americani dello scorso secolo. Fante, Miller, Bukowski. Non sono un lettore avido, quindi una figura mentore non l'ho ancora trovata in un autore.
Come è nata l'idea di scrivere "Franco Toro"? E perché?
Il perché è più facile del quando. Avevo voglia di scrivere la storia di un giovane in un mondo di giovani, dopo aver scritto un romanzo – il primo – che trattava la storia di un uomo di mezza età con pochissime interazioni sociali. Mentre il quando, beh, è difficile dirlo. Di solito i romanzi iniziano a svilupparsi in testa e poi in meno che te ne accorgi hai di fronte cinque o dieci cartelle e ti chiedi da dove sono saltate fuori.
Il protagonista del tuo romanzo, ossia Franco Toro, è un callboy di professione. Cosa è un callboy? Come mai hai scelto di trattare questa tematica?
Un callboy è un uomo che si prostituisce. Un gigolò, escort, accompagnatore. Come dico spesso, Franco Toro non è un libro che vuole fare moralismo, quindi la tematica l'ho scelta all'infuori delle dimensioni di una precisa critica sociale. Diciamo però che il suo ruolo, il suo mestiere, mi ha aiutato a venire al punto, alla morale della storia.
Come nasce e si sviluppa il rapporto fra Franco ed Esse? Che importanza ha all'interno della trama?
Più che svilupparsi, regredisce tornando agli antipodi. Infatti tutte le lettere sono elencate in ordine decrescente. Segno che la loro conclusione svelerà qualcosa di importante. Nonostante sia una sidestory, è di grandissima importanza, dato che smaschererà Franco, svelando il mistero che gli ruota attorno e, per i più attenti, spiegando il perché della sua scelta professionale.
Il tuo è un romanzo molto profondo, che non si sofferma alla superficie ma scava nella profondità dei rapporti: quale messaggio pensi di trasmettere attraverso la tua opera?
Che chi decide di volersi abbandonare del tutto alla mercé dell'amore, dovrebbe essere ben consapevole di mettere piede in un enorme labirinto.
Chi sono, secondo te, i lettori e le lettrici ideali del tuo romanzo?
I lettori che apprezzano la narrativa, i noir e i libri un po' diversi dal mainstream. Franco Toro è un libro sì profondo, come dici tu, ma pure divertente e, spero, non pesante. Quindi ideale per tutti quelli che cercano qualcosa di veloce, fresco e feroce o per chi vuole farsi un bel viaggio.
Se ti va, lasciaci una citazione del tuo libro, quella che trovi particolarmente rappresentativa.
Ma questo sei ancora tu, Franco Toro? Questo viso sconvolto ancora ti appartiene? Invischiato tra le fauci di un portafogli insaziabile, ti chiedo dove hai lasciato la tua anima. Sul fondo di quale bacio negato l'hai annegata, di quale abbraccio finito nel vuoto? E sulle note di quali promesse tradite suonano le tue notti insonni?
Marianna Visconti
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Commenti
Bellissima intervista e l'autore credo meriti una sbirciatina.
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