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Recensione: Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio di Remo Rapino
Scheda libro
Casa editrice: minimum fax
Collana: Nichel
Anno di pubblicazione: 2019
Genere: Narrativa
Target: All
Formato: Brossura, 265 pagine
Codice ISBN: 978-88-3389-087-6
Prezzo: 17,00 €
Trama:
Liborio Bonfiglio è una cocciamatte, il pazzo che tutti scherniscono e che si aggira strambo e irregolare sui lastroni di basalto di un paese che non viene mai nominato. Eppure nella sua voce sgarbugliata il Novecento torna a sfilare davanti ai nostri occhi con il ritmo travolgente e festoso di una processione con banda musicale al seguito.
Perché tutto in Liborio si fa racconto, parola, capriola e ricordo: la scuola, l'apprendistato in una barberia, le case chiuse, la guerra e la Resistenza, il lavoro in fabbrica, il sindacato, il manicomio, la solitudine della vecchiaia.
A popolare la sua memoria, una galleria di personaggi indimenticabili: il maestro Romeo Cianfarra, donn'Assunta la maitressa, l'amore di gioventù Teresa Giordani, gli amici operai della Ducati, il dottore Alvise Mattolini, Teté e la Sordicchia... Dal 1926, anno in cui viene al mondo, al 2010, anno in cui si appresta a uscire di scena, Liborio celebrerà, in una cronaca esilarante e malinconica di fallimenti e rivincite, il carnevale di questo secolo, i suoi segni neri, ma anche tutta la sua follia e il suo coraggio.
Attraverso il miracolo di una lingua imprevedibile, storta e circolare, a metà tra tradizione e funambolismo, Remo Rapino ha scritto un romanzo che diverte e commuove, e pulsa in ogni rigo di una fragile ma ostinata umanità, quella che soltanto un matto come Liborio, vissuto ai margini, tra tanti sogni andati al macero e parole perdute, poteva conservare.
Recensione:
Come non affezionarsi a Liborio Bonfiglio? Ti entra nella carne, nelle ossa... nel cuore. E lo fa così, senza chiedere il permesso, con la stessa semplicità e genuinità che lo caratterizzano nel profondo.
Più scorrono le pagine e più impariamo a conoscerlo... empatizziamo con la sua storia, soffriamo insieme a lui per i suoi segni neri e, soprattutto, anche noi ci chiediamo se è vero che i suoi occhi siano uguali uguali a quelli di suo padre, che però non ha mai conosciuto e mai conoscerà.
Mano nella mano con Liborio Bonfiglio ripercorriamo uno spaccato di storia italiana abbastanza importante, nonché vasto: dalla seconda guerra mondiale fino al 2010, anno in cui entra in scena la morte del personaggio. E la riviviamo attraverso gli occhi puri, vergini, scevri di qualsiasi assunto ideologico, se non quella del mero "sentito dire", di un uomo ch'è sempre vissuto ai margini della società. Ma non per questo privi di contenuti, capaci di suscitare riflessioni importanti.
Mediante l'uso di un lessico colloquiale e dialettale Reno Rapino ci parla di marxismo, comunismo, socialismo, capitalismo, taylorismo, fordismo e rivolte operaie, il cui emblema risiede proprio nella presunta pazzia, o meglio nella perdita di equilibrio psico-fisico del protagonista, che in fin dei conti proprio matto non è.
E se matto non c'è, cosa gli fa sentire i rumori nella testa? cosa lo porta a perdere la ragione e accanirsi contro il suo caporeparto? L'alienazione del lavoro in fabbrica, ma anche la mancanza di dialogo fra le grandi ideologie del comunismo e i problemi veri e palpabili della gente comune, il cui grande torto, almeno dal mio punto di vista, risiede nella ricerca di una rivolta dal basso senza però trovare un linguaggio comune con esso.
priorio in quel momento gli volevo chiedere una cosa che ci avevo in mente da un sacco di tempo, che certe volte ci pensavo pure la notte o quando uscivo dalla fabbrica, e cioè che non sapevo a che serviva davvero il mio lavoro, che la domanda era una cosa semplice, insomma che io facevo rondelle e bulloni per otto ore al giorno, tutti i giorni, tutti i mesi, tutti gli anni che stavo là alla Ducati, che è vero che mi hanno dato pane e lavoro, con qualche puttanizia di contorno, ma pure io mica gli avevo dato niente alla Ducati
Insieme a Liborio Bonfiglio entriamo, dunque, in manicomio e sentiamo sulla nostra stessa pelle il peso dell'emarginazione e della solitudine.
Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio è un libro semplice eppure complicato, emotivo eppure estremamente preciso nell'analizzare gli eventi... in una sola parola: è completo! Per questo motivo ha vinto il Campiello e, sempre per questo motivo, se non lo avete letto dovete assolutamente recuperarlo.
Marianna Visconti
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