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Le interviste di Lego et Cogito: Antonietta D'Oria
Cari lettori e Care lettrici,
Benvenuti/e al consueto appuntamento con Le interviste di Lego et Cogito. L'ospite della settimana è una giovane autrice emergente, Antonietta D'Oria, che ci presenta Lo sguardo altrove, la sua opera d'esordio. Buona lettura.
Ciao Antonietta, presentati alla nostra community e parlaci un po' di te.
Antonietta è il nome scelto da mia nonna ma tutti mi chiamano Antonia. Ho 23 anni, vivo a Caserta e studio lettere. Sto conseguendo la magistrale in Filologia Moderna a Napoli per inseguire il sogno dell’insegnamento che ho fin da piccola. Nel tempo libero faccio volontariato con i bambini, insegno privatamente latino e greco e leggo. Adoro lo yoga, la musica e la cura delle mie piantine.
Quando è nato in te l'amore per la scrittura?
Sono sempre stata una lettrice accanita e poi, timidamente, ho iniziato a scrivere. Diari, quaderni, post-it, tutto è nato come un’urgenza momentanea di annotare i miei pensieri. Questo è il primo momento in cui il mio scrivere ha trovato una dimensione progettuale e duratura.
Qual è il tuo libro preferito?
Non riesco a dare una risposta assoluta ma ultimamente si è fatta strada in me una raccolta di poesie che mi è rimasta dentro e credo meriti di essere citata. Parlo de “La voce a te dovuta” di Pedro Salinas che mi ha arricchito notevolmente restituendomi la magia della bellezza delle parole che spesso mi è capitato di non sentire.
Qual è l'autore o l'autrice a cui ti ispiri particolarmente?
Il mio libro è ambientato nel periodo vittoriano e per questo è innegabile la vicinanza con Jane Austen, autrice di libri godibili e notevolmente brava nel descrivere la realtà del suo tempo. La protagonista de “Lo sguardo altrove” prende il nome dall’ Elizabeth di “Orgoglio e Pregiudizio” e con lei condivide il carattere vivace, curioso, esuberante ed ironico. Credo che l’ispirazione più grande che mi abbia dato Jane Austen sia proprio questo: l’ironia.
Parlaci del tuo libro: Lo sguardo altrove. Di che tratta e quali tematiche affronta?
La narrazione parte da un momento di crisi di coppia e uno dei filoni che seguirà il libro sarà proprio la gestione delle relazioni e l’importanza dei legami vissuti con amore e consapevolezza. A questo si aggiungerà una vicenda oscura che darà molti grattacapi alla protagonista e la porterà ad affrontare nuove sfide fuori e dentro se stessa, offrendo al lettore molti spunti di crescita personale.
Chi esattamente Elisabeth? Come cambierà la sua vita?
Elizabeth è una giovane donna che ha vissuto la sua gioventù in una serenità costruita ad hoc per lei dalla sua famiglia. Raggiunto il fine ultimo di ciò che tutti si aspettavano da lei, il matrimonio, si trova a tu per tu con se stessa. Non ha più nessuna strada già scritta da seguire, nessuna guida che sceglie per lei e, grazie ad una vicenda che la costringerà a mettersi alla prova, inizia un percorso che la porterà ad essere consapevole di ciò che è, ciò che vuole e del mondo bellissimo, ma a volte anche molto sofferente, che la circonda.
Chi è il lettore o la lettrice ideale del tuo libro?
Credo che “Lo sguardo altrove” possa essere apprezzato dagli amanti del periodo vittoriano per la ricerca storica puntuale, da chi ha curiosità verso il ruolo della donna nel tempo di Elizabeth o più genericamente dalla moralità del tempo. Non manca poi la componente misteriosa, grazie al caso oscuro in cui verrà coinvolta la protagonista e che porterà a tanta violenza.
Ad ogni modo, immagino il mio lettore ideale come un amante dell’introspezione e spero che sia pronto, nel finale, a riflettere con me sul concetto di empatia e sensibilità.
Marianna Visconti
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