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Le interviste di Lego et Cogito: Michele Ciavarella
Cari lettori e Care lettrici,
Benvenuti/e al consueto appuntamento con Le interviste di Lego et Cogito. L'ospite di oggi è Michele Ciavarella, un giovane autore che esordisce con Poveri Cristi. Si tratta di una raccolta di racconti, il cui focus è l'emarginazione e la lotta alla sopravvivenza.
Buona lettura
Ciao Michele, presentati alla nostra community e parlaci un po' di te.
Ciao! Innanzitutto mi chiamo Michele Ciavarella, ho 25 anni, e vengo da San Severo in provincia di Foggia. Studio Scienze Infermieristiche, leggo un sacco, e ogni tanto scrivo!
Quando è nato in te l'amore per la scrittura?
Credo sia nato insieme all'amore per la lettura in realtà, solo che è rimasto dormiente fino a quando non mi sono sentito pronto per scrivere, e consapevole che potevo trasmettere qualcosa ad altri lettori. Ciò è accaduto quando avevo circa 19 anni, ed ho iniziato a scrivere i primi racconti e poesie.
Qual è il tuo libro preferito?
Difficile sceglierne uno, perché ogni libro ti lascia qualcosa dentro e ti fa cresce. Se dovessi scegliere però direi “Cent’anni di Solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. Un vero capolavoro mondiale.
Qual è l'autore o l'autrice a cui ti ispiri particolarmente?
C’è ne sono diversi: per i temi trattati in Poveri Cristi direi che mi sono ispirato a Pirandello e Verga, in generale mi piace molto il modo in cui scrivono Raymond Carver, Murakami, David Foster Wallace e Leonardo Sciascia.
Parlaci del tuo libro d'esordio: Poveri Cristi. Di che tratta e quali tematiche affronta?
Il libro racconta 15 storie diverse di persone sfortunate, oppresse o emarginate che tentano con scarso successo di ottenere una vita migliore. Dei poveri cristi insomma, di cui spesso non ci accorgiamo ma che sono in mezzo a noi.
Secondo te, siamo un po' tutti/e poveri/e cristi/e o c'è chi nasce con la "camicia"?
Credo che tutti in un certo modo, siamo dei poveri cristi. Nessuno è completamente felice, e ognuno di noi ha vissuto le sue piccole e grandi tragedie, con cui deve fare i conti tutti i giorni.
Chi è il lettore o la lettrice ideale del tuo libro?
Il libro è rivolto un po’ a tutti, complice anche il linguaggio conciso e scorrevole. Volevo che fosse un’opera semplice e aperta a tutti, nonostante le tematiche impegnative, perché tratta di temi sui quali tutti noi dovremmo prendere più coscienza.
Se ti va, ci lasci una citazione particolarmente significativa del libro?
Difficile per me sceglierne solo una, in un libro così breve ma denso di contenuti. Lascio questo compito ai lettori, sperando che il libro possa interessarli ed emozionarli.
Marianna Visconti
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