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Recensione: Cronache delle principesse addormentate di Giancarlo Attili
Scheda libro
Casa editrice: Infinito edizioni
Collana: Collana Narrativa (FAF - fantascienza, avventura e fantasy)
Anno di pubblicazione: 2021
Genere: Raccolta di racconti a sfondo fantastico
Target: All
Formato: Brossura, 287 pagine
Codice ISBN: 9788868615123
Prezzo: 15,00 €
Trama:
Tutti coloro che sperimentano la sottomissione, alla fine si abituano. Millenni di schiavitù hanno prodotto nelle donne una forma di adattamento che rende loro dolci persino i frutti più amari. Ci sono padri e madri che ingannano le proprie figlie promettendo un mondo imparziale, una meraviglia che si chiama amore ricambiato, che a volte si rivela un’illusione o una prigione. Ci sono uomini che si riempiono la bocca di parole e gonfiano il petto di orgoglio mentre dichiarano i princìpi universali, che sono tali solo nell’universo degli uomini, meglio se uguali a loro. E ci sono figli che hanno pianto le lacrime delle loro madri quando le hanno viste perse, abbandonate e bastonate ma che, una volta diventati adulti, hanno a loro volta perso, abbandonato e bastonato. Nel mondo delle Cronache delle principesse addormentate, invece, le donne si impossessano del potere dei padri, mostrano con orgoglio il coraggio che manca a molti uomini, diventano anche crudeli, arroganti, prepotenti, spietate, smettono l’abito dell’anima bella e indossano, secondo le circostanze, l’armatura del guerriero giusto, la corona del tiranno oppure il cappuccio del boia. In questo mondo a rovescio, pur rimanendo donne, non sono affatto oppresse e innocenti, ma diventano, come gli uomini, anche carnefici onnipotenti.
Recensione:
Cronache delle Principesse addormentate di Giancarlo Attili è una raccolta di racconti a sfondo fantastico. Il fil rouge che lega la narrazione è rappresentato da una profonda riflessione sulla condizione della donna: nella fattispecie l'autore ipotizza dei luoghi e delle epoche in cui tutto si ribalta e la donna si spoglia dell'immaginario di anima gentile e bella, per vestire i panni della guerriera, della rivoluzionaria ma anche quelli della carnefice a sangue freddo.
Ci sono uomini che predano o prenderebbero donne, mogli e figlie altrui (se non addirittura le proprie) e, proiettando sul mondo la loro inclinazione gretta e violenta, relegano le proprie donne sull'altra sponda del fiume, dove possono stare al sicuro, a loro dire, sperando che non imparino mai a nuotare.
Così, nei mondi immaginati da Giancarlo Attili, vi sono donne che tentano di attraversare quel fiume, seguendo la propria motivazione: talvolta sbagliando, se è il caso. Ma ad ogni modo sono tutte libere e perfettamente capaci di autodeterminarsi.
L'opera, utilizzando l'espediente narrativo della fabula, intende riflettere, come in uno specchio, le brutture della società contemporanea, portando con sé una preghiera: cooperare per costruire un mondo migliore.
È ora che uomini e donne di buona volontà costruiscano insieme ponti per le donne che intendono attraversare quei fiumi. Sono certo che questi ponti saranno utili anche per gli uomini.
Marianna Visconti
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