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Recensione: Elbrus di Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente
Scheda libro:
Casa editrice: Curcio editore
Anno di pubblicazione: 2020
Genere: Fantascienza/ Distopico/ Sci-fi
Target: All
Formato: Brossura, 313 pagine
Codice ISBN: 979-8655780347
Prezzo: 16,00 €
Trama:
Anno Domini 2113. La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi "non più freddi" sono parte di un problema più esteso: l'imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L'esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l'Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l'angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.
Recensione:
Elbrus di Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente, è un romanzo fantascientifico ambientato nel ventiduesimo secolo (in particolare negli anni 2113 e 2155), in clima decisamente apocalittico. La forza e l'inquietudine del romanzo risiedono nell'estrema attualità dell'argomentazione di base: le conseguenze dei cambiamenti climatici.
Milioni di Spagnoli, Portoghesi, Italiani, Greci e Turchi stanno invadendo il nord Europa e l'Estonia non è stata risparmiata da tutto questo. Qui da noi, a Tallinn, i flussi migratori stanno provocando una trasformazione degli equilibri etnici.
La Terra è ormai prossima alla desertificazione, rendendosi sempre più arida e inospitale. L'essere umano è, dunque, alla ricerca di un nuovo pianeta nel quale vivere: proprio per questo motivo l' EASA (European and Asian Space Agency) sta lavorando a un progetto segreto finalizzato al raggiungimento di tale scopo.
Elbrus è un romanzo corale, nel quale si avvicendano vari personaggi, le cui storie sono destinate a intrecciarsi fra loro: da Andrus Sokolov, che in preda a un attacco schizofrenico (o presunto tale) vuole suicidiarsi fino a Martin Mets e David Dunn, due scienziati che lavorano al progetto dell'EASA.
Il romanzo, seppur presenti una trama particolarmente intricata, frammentata e in certi frangenti abbastanza descrittiva, è molto scorrevole e coinvolgente nella lettura. Non si nota neppure che sia scritto a quattro mani. Inoltre il merito di Elbrus risiede nel far riflettere su una realtà estremamente attuale e sulle implicazioni etiche delle ricerche scientifiche.
Non si può eludere la propria coscienza. È lì che ti attende, cinica e spietata. Ti leva il sonno e tormenta la veglia e, senza sosta, ti spappola dentro.
Ne consiglio la lettura agli e alle amanti del genere e a chiunque abbia voglia di fare una lettura impegnata ma piacevole nello stesso tempo.
Marianna Visconti
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